Voci dal Progetto | Vittorio Gazale: dall’Asinara a una gestione condivisa del mare

Nel nuovo appuntamento di Voci dal Progetto, Vittorio Gazale direttore del Parco Nazionale dell'Asinara e Area Marina Protetta racconta il valore di TALASSA per l’Asinara: un’occasione per portare l’esperienza maturata nell’area protetta su una scala più ampia, rafforzando conoscenza, collaborazione e partecipazione degli operatori del mare.

Guarda l’intervista a Vittorio Gazale:

 

Un patrimonio tutelato da oltre 140 anni

L’Asinara è un’isola di 52 km², circondata da un’Area Marina Protetta di circa 11.000 ettari. La sua storia di conservazione ha radici profonde: prima ancora della nascita del Parco, l’isola ha ospitato una colonia penale, istituita nel 1885 e poi divenuta uno dei più importanti carceri italiani.

Ai 112 anni di presenza carceraria si aggiungono oggi quasi trent’anni di tutela come Parco Nazionale e Area Marina Protetta. Un percorso che, pur nato in fasi storiche diverse, ha contribuito a preservare un patrimonio naturale di straordinario valore.

“L’ambiente non distingue per quale motivazione viene tutelato. Per questo abbiamo una responsabilità importante nella conservazione di queste risorse.”

TALASSA, una sperimentazione oltre i confini dell’area protetta

Il progetto TALASSA arriva dopo numerose esperienze sviluppate insieme alla Regione Sardegna, proprietaria dell’isola e interlocutore fondamentale per la gestione del territorio, anche attraverso la Conservatoria delle Coste.

Oggi il lavoro si estende a una scala più ampia: la Regione ha affidato la gestione di vaste aree marine e siti della Rete Natura 2000, fino a 60.000 ettari, in un tratto che dall’Asinara arriva fino all’Area Marina Protetta di Capo Caccia.

TALASSA permette quindi di sperimentare nuove attività di comunicazione, ricognizione e studio delle risorse naturali, producendo anche prime indicazioni gestionali per territori più estesi.

“Stiamo uscendo dal nostro perimetro e portando all’esterno ciò che abbiamo sperimentato dentro casa nostra.”

Il confronto con altre realtà, dalla Corsica alla Toscana fino ad altre aree della Sardegna, rappresenta uno degli elementi più preziosi del progetto. Mettere in relazione esperienze, approcci e competenze permette di affrontare sfide comuni con una visione più ampia.

La tutela del mare richiede infatti cooperazione tra territori e continuità tra aree protette e zone esterne, dove si concentrano attività economiche, usi diversi delle risorse e bisogni delle comunità costiere.

Piccola pesca e cogestione

Un ruolo centrale è svolto dagli operatori locali, in particolare quelli della piccola pesca (vedi l'incontro sul tema del bycatch lo scorso febbraio). Attraverso momenti di ascolto e confronto, TALASSA punta a costruire modalità condivise di utilizzo delle risorse marine, dentro e fuori dall’area protetta.

L’obiettivo non è solo regolamentare le attività, ma coinvolgere direttamente pescatori e operatori turistici nella definizione delle soluzioni. Il tavolo di cogestione diventa così uno spazio in cui le regole possono nascere dall’esperienza concreta di chi vive e lavora ogni giorno sul mare.

“Le regole vengono condivise e molto spesso scaturiscono dalle proposte degli stessi operatori.”

Il progetto TALASSA guarda anche alla diversificazione delle fonti di reddito per la piccola pesca. Accanto al prelievo, attività come pescaturismo, ittiturismo e monitoraggi possono offrire nuove prospettive, valorizzando conoscenze professionali e legame con il territorio.

L’esperienza dell’Asinara mostra come conservazione della biodiversità e sviluppo locale possano procedere nella stessa direzione: attraverso conoscenza, partecipazione e responsabilità condivisa.

Leggi dell'ultimo comitato di Pilotaggio di TALASSA che ha avuto luogo proprio nell'Isola dell'Asinara.