Due anni di cooperazione energetica si chiudono a Cagliari con l’evento finale

Il 3 e 4 febbraio Cagliari ha ospitato “Nuove Energie Transfrontaliere”, l’evento conclusivo del progetto europeo INVECE, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027. Due giornate intense hanno visto la partecipazione di oltre 150 tra istituzioni, tecnici, imprese, università e comunità locali provenienti da Sardegna, Toscana, Liguria, Corsica e Regione Sud Provence-Alpes-Côte d’Azur.

L’obiettivo era fare il punto sui risultati del progetto e consolidare la cooperazione transfrontaliera per la transizione energetica e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

3 febbraio: scambio di buone pratiche e testimonianze delle CER

La prima giornata ha messo al centro le esperienze concrete dei territori. Dopo il saluto iniziale di Elisabetta Neroni, Direttrice generale del Centro Regionale di Programmazione della Regione Sardegna, le CER coinvolte nel progetto hanno presentato i loro modelli organizzativi (approfondisci qui e guarda le loro testimonianze), la genesi dei progetti e le sfide affrontate sul territorio. Le comunità hanno mostrato come le CER possano rappresentare motori di sviluppo locale, capaci di coniugare sostenibilità ambientale, inclusione sociale e competitività economica.

Il talk successivo ha approfondito il ruolo della sinergia tra sapere tecnico e decisione pubblica, con interventi di: Giuseppe Milano, segretario generale Greenaccord Onlus, Ginevra Balletto, Università degli Studi di Cagliari (scarica le slides), Arnaud Clappier  CoopaWatt, Cristian Golinelli CEO Power Energia.

A moderare la sessione è stato Gilberto Marras, Direttore generale Confcooperative Sardegna, che ha sottolineato il valore dello scambio tra partner e l’importanza dell’animazione territoriale per lo sviluppo delle iniziative energetiche.

Le conclusioni della giornata sono state affidate a Marco Naseddu, Coordinatore del progetto INVECE, che ha ribadito la necessità di mettere in dialogo sperimentazione locale e politiche pubbliche.

4 febbraio: risultati, strumenti operativi e visione politica

Il 4 febbraio i lavori si sono aperti con una sessione dedicata alla voce dei partner di progetto, che hanno preso la parola per condividere il contributo apportato da ciascuno nell’ambito di INVECE. Un momento di restituzione corale che ha messo in luce il lavoro di collaborazione transfrontaliera, le competenze messe in rete e le azioni sviluppate insieme per raggiungere gli obiettivi comuni del progetto, rafforzando il dialogo tra territori, istituzioni e attori locali impegnati nella transizione energetica (scarica le slides dell'intervento di Marco Naseddu)

Tra i temi centrali affrontati si è parlato del coinvolgimento degli stakeholder, con un intervento di Antonella Donadio, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia. Gli interventi successivi hanno evidenziato gli strumenti operativi sviluppati dal progetto. Roberto Bianco, project manager di ARRR Toscana ha presentato l’Osservatorio Transfrontaliero delle Comunità Energetiche Rinnovabili che costituisce uno strumento innovativo a supporto delle CER e delle politiche regionali (scarica le slides).

Il tema del ruolo delle CER nello sviluppo locale è stato approfondito da Silvia Russo della Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo. Francesca Verardo, Project Manager di IRE Liguria ha condiviso il lavoro di accompagnamento che risulta fondamentale al successo delle Comunità Energetiche (scarica le slides).

Le reti regionali di energia condivisa, presentate da Melissa Leoni dell’Agence de l’Urbanisme et de l’Énergie de Corse, sono apparse come leva essenziale per strutturare comunità energetiche solide e durature (scarica le slides).

Infine l’importanza dell’animazione territoriale è stata sottolineata da Gilberto Marras quale fattore determinante per la nascita delle comunità locali dell’energia (scarica le slides).

Il confronto politico: governance, territori e impatto sociale

Le tavole rotonde hanno messo a confronto le politiche energetiche regionali e il ruolo delle CER nell’autonomia energetica. Nel dibattito istituzionale, Guido Portoghese, Capo di Gabinetto presso l’Assessorato dell’Industria della Regione Autonoma della Sardegna, ha sottolineato le criticità ancora presenti. Ha evidenziato come persistano ancora ostacoli normativi e limitazioni operative che rendono complessa la nascita e la gestione delle CER, ma allo stesso tempo sia già in atto un impegno concreto nel finanziare studi di fattibilità promossi dai Comuni e nel sostenere rapidamente i progetti realizzabili, puntando su imprese, formazione e percorsi partecipativi capaci di coinvolgere tutti gli attori del territorio.

Sul tema del coordinamento territoriale è intervenuto Paolo Ripamonti, Assessore all’energia della Regione Liguria, sostenendo che, sebbene il Comune rappresenti il primo promotore delle Comunità Energetiche Rinnovabili, il fattore decisivo per il loro successo risiede nel coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti; in questa prospettiva, l’istituzione di tavoli permanenti e un’intensa attività di animazione territoriale vengono considerati strumenti essenziali per accompagnare la transizione energetica e generare benefici concreti, come la riduzione dei costi dell’energia per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Sulla dimensione strategica dell’energia per i territori insulari è intervenuto Julien Paolini, Assessore all’energia della Collettività di Corsica, Presidente dell’Agence de l’Urbanisme et de l’Énergie de Corse, che ha evidenziato come, nei territori insulari e periferici, la questione energetica assuma una dimensione che va oltre l’aspetto tecnico, intrecciandosi con la sicurezza degli approvvigionamenti, la resilienza dei sistemi locali, la giustizia sociale e lo sviluppo economico; in questo senso l’energia diventa parte integrante della strategia politica territoriale e uno strumento di autonomia, inteso come capacità di governare collettivamente il proprio futuro energetico nonostante i forti vincoli strutturali.

Il confronto operativo e le soluzioni da condividere

Nella tavola rotonda pomeridiana, il confronto si è orientato su un piano operativo, mettendo al centro le soluzioni concrete da condividere per rendere le Comunità Energetiche Rinnovabili strumenti efficaci di sviluppo locale. È emersa innanzitutto la necessità di analizzare e comparare le diverse configurazioni organizzative delle CER, anche alla luce delle criticità normative e amministrative che le regioni stanno affrontando nel loro percorso di attuazione.

Le esperienze territoriali hanno evidenziato come la diffusione delle comunità energetiche richieda non solo incentivi e strumenti tecnici, ma anche un investimento significativo nella formazione culturale e nella costruzione di competenze diffuse tra enti locali, cittadini e operatori economici. È stata inoltre sottolineata l’importanza di rafforzare le capacità amministrative degli enti pubblici tramite programmi strutturati di formazione, piattaforme di scambio e percorsi di accompagnamento dedicati. Infine, è stato ribadito il ruolo strategico della ricerca applicata e della collaborazione con il mondo accademico per supportare i territori nell’utilizzare in modo efficace le opportunità offerte dalle energie rinnovabili e dalla transizione energetica.

Oltre il progetto: una rete transfrontaliera dell’energia condivisa

L'evento si è concluso con le riflessioni di Marco Naseddu, Coordinatore del progetto INVECE, che ha sottolineato l'importanza della cooperazione transfrontaliera e del dialogo tra sperimentazione territoriale e decisione pubblica per lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili nel Mediterraneo.

I partecipanti hanno concordato sulla necessità di continuare a lavorare insieme per promuovere la transizione energetica e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, e hanno identificato alcune aree di intervento prioritario, tra cui la creazione di un network di Comunità Energetiche Rinnovabili, la promozione della partecipazione dei cittadini e la definizione di policy a sostegno dell'innovazione verde.

L’evento di Cagliari ha così segnato non la fine, ma una nuova fase di collaborazione tra Italia e Francia per costruire modelli energetici sostenibili, partecipati e radicati nei territori.

Per mantenere vivo tutto ciò che il progetto ha realizzato in questi anni, come supporto futuro per chi vorrà intraprendere un percorso simile, il partner Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo ha realizzato un podcast in collaborazione con Radio Crea. Ascoltalo qui