Visita di scambio in Sardegna: quando l’azienda fa la comunità

In Sardegna il sapere e il “fare comunità” diventano oggi più che mai il vero cuore di una attività imprenditoriale. Anche e soprattutto se si parla di comunità montane, che vivono e sopravvivono in zone interne, sempre più soggette a fenomeni di spopolamento che vanno contrastati in un rapporto di reciproco interesse.

Chi vive nell’entroterra del nuorese, dove si è conclusa da pochi giorni la quarta visita di scambio prevista dal progetto INN-Pratica, lo sa bene: un’azienda agricola, un allevamento, un impianto produttivo non esiste se non si affida alla comunità che la ospita, e viceversa. Realtà imprenditoriali, anche le più piccole, tra questi monti diventano una risorsa per tutto il territorio, rappresentano un punto di riferimento economico e sociale, contribuiscono alla preservazione del territorio e alla valorizzazione di tradizioni e saperi del passato altrimenti destinati a scomparire.

La sostenibilità sociale in aree di montagna

Il 23 e 24 settembre scorsi, la visita di studio ha dato l’opportunità ai partecipanti di visitare aziende che hanno sfidato la convinzione collettiva che “quell’idea non funzionerà”, dimostrando invece che le idee innovative, se realizzate con il giusto atteggiamento, possono e devono essere sempre più incoraggiate.

Dopo la tavola rotonda sui prodotti di montagna e sostenibilità ospitata all’Hotel Taloro a Gavoi, un importante momento di scambio istituzionale al quale ha partecipato anche la Sindaca di Fonni Daniela Falconi, la delegazione si è spostata al Parco Donnortei, un esempio di come le idee innovative a volte si scontrano dapprima con la comunità locale, per poi dimostrare che la direzione da seguire, in fondo, è quella giusta: in questo sito di interesse comunitario, animali selvatici come il daino, il cervo, il muflone non sono più considerati nemici dell’agricoltura ma vengono allevati nel loro habitat naturale e sono divenuti una risorsa da valorizzare e salvaguardare. Un vero e proprio esempio da seguire anche per altre realtà che intendono realizzare altre oasi faunistiche in grado di attrarre amanti della natura, escursionisti e turisti consapevoli.

La visita è poi proseguita negli stabilimenti del Caseificio Fattorie del Gennargentu, con un interessante approfondimento sul tema dell’economia circolare. Qui il tema dello spopolamento delle aree montane è fortemente sentito, e la tendenza dei giovani a spostarsi in zone della Sardegna economicamente più stabili porta ad un indebolimento del tessuto sociale che viene però contrastato da realtà, come quella di questo caseificio, che vuole invertire il processo e riesce a richiamare giovani e famiglie offrendo loro opportunità altrimenti difficili da trovare, in una vera e propria ottica di sostenibilità sociale ed economica.

Il coraggio delle idee

La seconda giornata di visita di studio si è tenuta il 24 settembre, con la scoperta dei processi produttivi che portano l’azienda Isola dei Sapori di Laconi a sviluppare nuove idee legate al tartufo di Sardegna. Un prodotto, questo, non propriamente tipico di questa isola, ma che in realtà rende questa azienda una vera e propria pioniera del settore: al sapore del tartufo viene accompagnato il sapiente lavoro delle api, nella realizzazione finale di prodotti che legano all’aroma del tartufo la ricchezza del miele o elementi provenienti dall’orto in un contrasto unico nel suo genere, in grado di far scoprire sapori innovativi anche ai palati più elaborati.

Anche in questa azienda l’attenzione per il territorio si traduce in procedimenti che intendono restituire qualcosa all’ambiente e contribuiscono alla sua conservazione, come la reimmissione in natura di acque utilizzate per il lavaggio dei tartufi, contenenti un’alta concentrazione di spore che andranno ad arricchire nuovamente il terreno e preservarne le caratteristiche.

La visita si è quindi conclusa con l’emozionante presentazione del lavoro svolto nell’Azienda Giovanna Manca di Villahermosa, un'azienda zootecnica a ciclo chiuso, che porta a termine la produzione di carne dall’allevamento fino alla sua vendita diretta. In questa azienda torna il concetto, già incontrato in alcune visite di studio precedenti, di “retro-innovazione” per cui la vera novità, oggi, è guardare al passato per preservarne il sapere e le tradizioni, elementi fondamentali per ottenere un prodotto di qualità.

Anche questa volta i visitatori sono stati attenti e profondamente interessati ad ogni tappa di questa preziosa visita di studio, che ha rappresentato un momento di condivisione vera e proficua, in cui ognuno ha potuto apprendere concetti, innovazioni e realtà che potrà portare nel suo territorio per mettere a frutto le esperienze altrui.

Prossimo appuntamento nel Var l’8 e il 9 ottobre, per l’ultima tappa di questo ciclo di importanti visite di studio!

 

Ascolta dalle voci dei protagonisti come è andata la visita studio in Sardegna