Il progetto AMMIRARE prosegue il proprio percorso con la pubblicazione del primo deliverable dedicato all’analisi degli impatti del cambiamento climatico sull’ambiente marino costiero. Il documento nasce con l’obiettivo di offrire una base conoscitiva solida su cui fondare le valutazioni successive del progetto e orientare le strategie di monitoraggio e resilienza.
“Lo scopo di questo deliverable è mettere a fuoco lo stato dell’arte sull’effetto dei cambiamenti climatici nelle aree costiere, affrontando in maniera integrata le dimensioni ecologiche, geomorfologiche e socio-economiche.” spiega Luisa Nicoletti di ISPRA, “Questa analisi è fondamentale per costruire un quadro di riferimento aggiornato su cui basare le fasi successive del progetto AMMIRARE.”
Il lavoro per la redazione del documento è stato coordinato da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e ha visto la partecipazione attiva di tutti i partner del progetto, in un processo di collaborazione che ha permesso di unire competenze scientifiche, tecniche e territoriali.
L’erosione delle coste e il degrado degli ecosistemi
Uno dei fenomeni più evidenti e preoccupanti evidenziati nel documento è l’innalzamento del livello del mare, che contribuisce in modo significativo all’erosione delle spiagge, alla sommersione delle aree caratterizzate da basse quote topografiche , alla salinizzazione di suoli e falde acquifere e alla perdita di habitat naturali costieri. A questo si aggiungono il riscaldamento delle acque marine, che altera l’equilibrio degli ecosistemi e favorisce la proliferazione di specie invasive, e la crescente frequenza e intensità degli eventi meteorologici estremi, come mareggiate e tempeste, che minacciano ulteriormente gli ambienti naturali e le infrastrutture costiere.
Gli ecosistemi costieri, in particolare le praterie di Posidonia oceanica e i sistemi spiaggia-duna risultano tra i più vulnerabili. Le prime sono messe a dura prova da fattori come la temperatura, l’acidificazione e la variazione dei livelli marini; le seconde vanno incontro ad una progressiva riduzione, con conseguenze importanti per la vegetazione e la fauna presente.
Ripercussioni sul tessuto socioeconomico
Oltre agli impatti ambientali, il deliverable evidenzia le principali implicazioni socioeconomiche del cambiamento climatico, che interessano trasversalmente diversi settori produttivi e della popolazione. Le infrastrutture costiere – incluse quelle portuali, le reti viarie e i sistemi di approvvigionamento idrico – risultano sempre più vulnerabili a eventi estremi quali inondazioni e mareggiate, con potenziali interruzioni nei servizi essenziali.
Parallelamente, comparti strategici come turismo, agricoltura e pesca mostrano crescenti segnali di esposizione al rischio climatico. Le proiezioni indicano una possibile contrazione della domanda turistica nelle aree mediterranee a causa dell’aumento delle temperature estive, un impatto negativo sulla produttività agricola legato a siccità e fenomeni meteorologici estremi, nonché una riduzione della disponibilità di risorse ittiche, con conseguenze anche sul comparto dell’acquacoltura.
Di pari importanza è l’impatto sulla salute pubblica, che si traduce in un incremento delle patologie correlate al calore, nell’aggravamento di condizioni psicologiche connesse a stress climatico e in una maggiore esposizione al rischio da parte delle fasce sociali più vulnerabili che spesso dispongono di minori strumenti per proteggersi e adattarsi agli impatti ambientali.
Un contributo strategico per il futuro delle coste
Attraverso un'analisi aggiornata e una collaborazione trasversale tra istituti di ricerca e partner territoriali, il nuovo deliverable del progetto AMMIRARE fornisce una necessaria conoscenza di base per affrontare, nella realizzazione del progetto, le sfide poste dai cambiamenti climatici nelle aree costiere. Un contributo strategico, orientato a promuovere modelli di sviluppo sostenibile e a sostenere politiche di adattamento che coniughino tutela ambientale, sicurezza territoriale e benessere sociale.
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