E se un rifiuto plastico recuperato dal mare potesse diventare la materia prima per un nuovo oggetto? È questa una delle domande alla base della sperimentazione sviluppata nell’ambito di PLASTRON, progetto dedicato alla valorizzazione dei rifiuti plastici marini, e presentata a Torino in occasione del XXVI Convegno Nazionale AIM – Associazione Italiana di Scienza e Tecnologia delle Macromolecole, dal 6 al 9 settembre 2026.
All’interno della sezione dedicata alla processabilità e stampa 3D di materiali polimerici, è stato presentato il contributo “From marine plastic litter to 3D printing: optimising blended polyolefin formulations for additive manufacturing”. Il lavoro ha esplorato la possibilità di utilizzare poliolefine miste recuperate dai rifiuti plastici marini come materia prima per la manifattura additiva.
Il punto di partenza è un materiale che presenta una caratteristica complessa: la sua eterogeneità. I rifiuti plastici recuperati dall’ambiente marino possono infatti essere costituiti da diverse tipologie di polimeri e presentare proprietà differenti. La ricerca ha quindi lavorato sulla formulazione del materiale, combinando polietilene e polipropilene recuperati con specifici additivi, con l’obiettivo di migliorarne stabilità e processabilità.
La sperimentazione ha incluso anche l'utilizzo di biofiller, tra cui il carbonato di calcio ottenuto dai gusci d’uovo e la farina di noccioli di oliva. Le diverse formulazioni sono state sottoposte a caratterizzazioni termiche, reologiche e morfologiche e successivamente utilizzate per realizzare prove di stampa 3D.
Non si tratta quindi soltanto di recuperare un rifiuto, ma di studiare come trasformarlo in una nuova risorsa. È proprio questo uno degli elementi centrali dell’approccio di PLASTRON: accompagnare il recupero dei materiali provenienti dall’ambiente marino con la ricerca di nuove possibilità di valorizzazione, attraverso processi e tecnologie capaci di inserirli nuovamente nel ciclo produttivo.
La presenza al Convegno AIM ha rappresentato un'importante occasione per far conoscere i risultati del progetto anche al di fuori dell’area transfrontaliera di cooperazione, in particolare all’interno di un contesto scientifico dedicato ai materiali polimerici e alle loro applicazioni, mettendo in dialogo sostenibilità ambientale, ricerca sui materiali e innovazione tecnologica.
Il contributo presentato al convegno è stato finanziato nell’ambito del Programma Interreg Marittimo Italia–Francia (FR-IT).