Plastron si prepara al secondo Open Day. Mari (Confservizi Cispel Toscana): Il partenariato funziona e i traguardi che ci siamo dati sono vicini

2 anni di progetto e risultati interessanti raggiunti, presentati nel primo Open Day che si è tenuto a Genova il 18 febbraio scorso e che ha permesso non solo di vedere la stampante 3D in azione per creare elementi di arredo urbano con la plastica recuperata dai siti marini, ma anche di capire come il ruolo di ciascun partner abbia dato un contributo importante ai risultati che il partenariato si era posto. Ne abbiamo parato con Irene Mari, responsabile dei progetti di Cispel Confservizi Toscana, capofila del progetto Plastron.

Mari, come nasce il partenariato di Plastron e che tipo di lavoro ha svolto Cispel sia in fase di creazione che in fase di coordinamento in questi 2 anni.

“Il partenariato Plastron nasce da un’idea dell’Università di Genova, che ha cercato Cispel come componente toscana e possibile capofila per le esperienze all’interno del Programma Italia-Francia Marittimo. Come Cispel abbiamo subito trovato interessante l’idea di poter sperimentare un impianto di riciclo a KM0. Anche in Toscana vi sono molti comuni che si animano quasi esclusivamente d’estate – benchè in misura meno rilevante rispetto ai 2 Comuni Pilota partner di Plastron -, e soprattutto abbiamo intuito che un contributo industriale come quello che porta la nostra associata REVET, potesse essere significativo nelle prime fasi di test di laboratorio. Abbiamo poi proposto di coinvolgere ARRR, l’agenzia della Regione Toscana per il Recupero Risorse, affinché svolgesse la parte di supporto normativo al partenariato. Come capofila ci siamo organizzati per il monitoraggio delle attività tecniche, amministrative, finanziarie per garantire il rispetto delle tempistiche e degli output del progetto. Cerchiamo di organizzare incontri tra tutti i partner per mantenere un aggiornamento costante e affrontare e risolvere eventuali criticità emerse, e di avere dialogo costante con l’Autorità di Gestione del Programma.”

- Quali professionalità in campo ha messo Cispel per affrontare questo progetto?

“Le professionalità messe in campo sono state molteplici. All’interno della struttura, io, Irene Mari, sono impegnata come responsabile del management del progetto; l’avvocata Fabiola Fontana ci ha supportato per quanto riguarda gli aspetti legali e contrattualistici, e Niccolò Bagnoli supporta Plastron in qualità di responsabile della comunicazione di Cispel. Imprescindibili, per il progetto Plastron, i contributi dell’A.D. di Revet Alessia Scappini, una delle maggiori professionalità in Italia per quanto riguarda i processi industriali in Economia Circolare, e il lavoro del suo gruppo di Ricerca e Sviluppo: Laura Bartolommei, Stefano Becherini e Marco Paci. Infine, c’è il prezioso supporto di Marco Celi dell’agenzia Innolabs, che ci aiuta nell’implementazione tecnica e nei lavori di reportistica e rendicontazione.”

- Plastron ha compiuto 2 anni, quali risultati sono stati raggiunti?

“Dal punto di vista degli studi, sono stati realizzati la revisione integrata transfrontaliera della normativa vigente, la mappatura delle filiere utili nei siti pilota, lo stato dell’arte delle strategie di riuso dei rifiuti plastici, la revisione attrezzature commerciali adatte alle esigenze del progetto, la revisione dello stato dell’arte dell’economia circolare per rifiuti solidi e plastica, lo studio contestuale del modello proposto, la prima modellizzazione concettuale dei flussi di economia circolare, le linee guida per la riduzione della plastica nel settore turistico e le linee guida per clean up. Dal punto vista pratico, è stato realizzato il prototipo per l’impianto sperimentale PLASTRON, composta da lavaggio, essiccazione, triturazione ed estrusione. Questo è il prototipo da cui è stato realizzato il granulo PLASTRON, fatto da plastiche raccolte da marine litter additivate da componenti organiche, come gusci d’uovo o vinacce. Completa l’impianto la stampante 3D, con la quale stiamo facendo le prove meccaniche di stampa dell’arredo urbano proposto nel progetto: rastrelliere per biciclette e sostegni per monopattini, ovviamente con granulo PLASTRON. Infine sono iniziate le azioni di mappatura e pulizia dei fondali in Sardegna, sono stati realizzati 4 clean up, e vari eventi di diffusione.”

- Manca un anno alla conclusione del progetto, quali sono le ultime sfide e quali difficoltà bisogna ancora superare?

“La sfida più grande che vedo è quella di rispettare i tempi. Il partenariato funziona e i traguardi che ci siamo dati sono vicini tecnicamente. Ma sia in Sardegna che in Corsica le attività previste sono sempre in balia del clima, che come sappiamo si fa sempre più avverso, e la stagione turistica è alle porte. Comunque ad oggi gli elementi per arrivare in fondo con soddisfazione ci sono tutti.”