La storia di PETunia, un viaggio dal mare al riciclo per un futuro sostenibile

Ogni anno si producono circa 450 milioni di tonnellate di plastica nel mondo. Una parte significativa di questi materiali – almeno 8 milioni di tonnellate – finisce nei mari come rifiuto, con il risultato che negli oceani si stima siano già accumulate oltre 150 milioni di tonnellate di plastica. Il Mar Mediterraneo, in particolare, è uno dei più colpiti: contiene oltre 1 milione di tonnellate di plastica galleggiante e depositata, a cui ogni anno si aggiungono circa 230.000 tonnellate di nuovi rifiuti plastici. Ciò fa sì che, pur coprendo meno dell’1% della superficie marina globale, il Mediterraneo ospiti circa il 7% di tutte le microplastiche presenti negli oceani – un segnale allarmante di inquinamento concentrato. In questa regione, tre soli Paesi (Egitto, Italia e Turchia) sono responsabili di circa il 50% degli sversamenti plastici totali, a causa dell’elevata densità di popolazione costiera, della gestione inefficiente dei rifiuti, del turismo di massa e del traffico navale intenso.

In questo contesto si inserisce PLASTRON, un progetto finanziato dal programma Interreg Italia-Francia Marittimo, che mira a contrastare il problema della plastica marina attraverso un approccio integrato, innovativo e sostenibile. Il progetto coinvolge partner italiani e francesi ed è attivo principalmente nei territori di Stintino (Sardegna) e Île-Rousse (Corsica), dove vengono testate soluzioni concrete e replicabili. PLASTRON si basa su un modello circolare che prevede:

• la mappatura e raccolta dei rifiuti plastici nelle aree costiere, nei porti turistici e nei fondali marini;

• l’analisi e selezione dei materiali raccolti per valutarne l’idoneità al recupero;

• la trasformazione dei materiali plastici tramite triturazione e miscelazione con additivi naturali, ottenuti da scarti organici come fibre vegetali; da scarti organici come fibre vegetali;

• l’utilizzo delle nuove mescole per la produzione di oggetti utili e durevoli attraverso tecnologie come la stampa 3D e in base a principi di ecodesign.

Il progetto promuove inoltre la sensibilizzazione delle comunità locali attraverso azioni di comunicazione, laboratori didattici, installazioni e momenti di coinvolgimento diretto. PLASTRON si configura così come un vero e proprio laboratorio transfrontaliero a cielo aperto, dove istituzioni, enti di ricerca e cittadini collaborano per sviluppare e testare soluzioni pratiche al problema della plastica in mare.

Tra le attività di divulgazione c’è anche la storia di PETunia, nata dalla fantasia del team di MEDSEA, che racconta come la plastica, come PETunia, non è cattiva di per sé, ma è l’incuria dell’uomo a renderla dannosa. Sottolinea l’importanza della gestione corretta dei rifiuti per trasformarli in risorse utili.