Come nasce il progetto Vitigna e qual è stata la sua evoluzione nel tempo?
Vitigna nasce nel 2021 dalla mia partecipazione al programma europeo BestMedGrape, coordinato dall'Università di Cagliari, e dalla mia esperienza come consulente aziendale per le cantine dove ho visto da vicino il potenziale inespresso della vinaccia – un sottoprodotto abbondante in Sardegna, con oltre 20.000 tonnellate annue generate dalle cantine. L'idea iniziale era semplice ma ambiziosa: trasformare questo "rifiuto" in una farina superfood, ricca di polifenoli, fibre e antiossidanti naturali, per contrastare disturbi gastrointestinali e promuovere salute in modo sostenibile. Da lì, il progetto si è sviluppato in maniera lenta ma costante: nel 2023 grazie all’ausilio della professoressa Tiziana Pivetta dell’Università di Cagliari abbiamo determinato il valore ORAC della Vitigna che risulta avere un potere antiossidante 3 volte superiore ai mirtilli e 7 volte superiore a quella dei broccoli, nel 2024 ho depositato un brevetto italiano per il metodo di produzione (essiccazione controllata e macinazione fine), e nel 2025 ho validato tutto attraverso il programma AgriFuture di Sardegna Ricerche. Abbiamo testato prototipi con il partner Panificio Sois (biscotti, pizza e il nuovo Hermès con riso rosso bio di RisoFerrari), confermando stabilità oltre 4 mesi, conformità UE e un profilo nutrizionale eccezionale (polifenoli fino a 83 g/kg). Oggi Vitigna non è solo un prodotto, ma un modello replicabile di upcycling, che il prima possibile sarà sul mercato e si diffonderà in altri settori agricoli.
Quali tecnologie e competenze avete messo in campo sino ad oggi per realizzare Vitigna?
Il cuore tecnologico è il mio brevetto: un processo low-tech ma innovativo di essiccazione a temperature medie e una miscela di uve bianche e rosse secondo una nostra ricetta segreta. Non usiamo additivi chimici, solo meccanica semplice scalabile per PMI. Le competenze? Come project manager presso Space Consulting – società di Nino Di Virgili specializzata in consulenza aziendale e finanza agevolata, con rating 95% su Smart&Start – ho gestito bandi e voucher (es. AgriFuture per 6.000 €, inclusa modifica per Hermès). Come tutor di economia all'Università di Cagliari e LGEducation di Lorenzo Giacomelli, ho applicato la ricerca e lo studio costante per l’ingegnerizzazione dei processi. Collaborazioni chiave: LABCAM per analisi accreditate e cantine bio (Cantina Tenute Maestrale e Cantina Trexenta) per filiera tracciata, Bruno Spiga supply chain expert che mi ha permesso di trovare i macchinari adeguati al progetto.
In che modo Vitigna ha contribuito al progetto Plastron e cosa rappresenta per voi questa esperienza?
Vitigna ha dimostrato con il progetto Plastron – un'iniziativa per la trasformazione sostenibile di scarti agricoli in altri settori – che il nostro modello green è espandibile oltre la vinaccia. Abbiamo fornito know-how e materie prime lavorate: le tecniche acquisite in anni di R&D ci hanno permesso di processare i loro input specifici, creando prototipi ibridi con stabilità e bioattivi preservati. Per noi è stata una validazione cruciale: Vitigna non è solo un superfood o un progetto isolato, ma un framework replicabile per circular economy, applicabile a scarti plastici/agricoli misti. Apprendo a nuove opportunità e nuovi progetti per le PMI in un mondo dominato dal cambiamento climatico e dall’incertezza del futuro. Sono veramente onorato di aver collaborato a questo progetto e ringrazio i coordinatore per MedSea Vania e Mattia.
Quali sono, secondo te, le potenzialità della trasformazione di scarti agricoli come quella realizzata con Vitigna?
Le potenzialità sono enormi: in Sardegna sola, valorizzare vinaccia riduce costi smaltimento del 100%, genera revenue e crea posti lavoro. A livello UE, con 100 mln ton scarti agro annui, modelli come Vitigna promuovono Farm to Fork (zero waste 2030), superfood market (+8% CAGR) e bioeconomia (13 mld € superfood 2025). È il futuro: da rifiuto a ricchezza condivisa creando nuovo valore. Il progetto era iniziato con una frase e continuerà a essere per lungo tempo il nostro Mantra: nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma in qualcosa di più prezioso.