Clean up, dalla teoria alla pratica

Tra i deliverables di progetto ci sono anche le linee guida per la realizzazione dei clean up, realizzate da Andrea Alvito, biologo ambientale e libero professionista, a Cagliari in Sardegna che si occupa di consulenza, progettazione, monitoraggio ed educazione ambientale anche con la Fondazione MEDSEA.

Ma cosa è un clean-up? Il "clean up" è una iniziativa sociale che ha l'obiettivo di contribuire a combattere il problema globale dell'inquinamento da rifiuti dispersi nell'ambiente, sensibilizzando al contempo l'opinione pubblica sul problema dell'inquinamento. Le iniziative di clean up consistono nell'organizzare azioni di pulizia tramite la raccolta di rifiuti che si svolgono normalmente nell'arco di una o più giornate.

Perché un clean-up? Perché i rifiuti marini rappresentano una delle principali minacce per la salute degli ecosistemi costieri e marini. Tra i diversi materiali che costituiscono i rifiuti marini, la plastica rappresenta la componente dominante di quelli rinvenuti sulle spiagge europee. La sua persistenza nell’ambiente, dovuta a cicli di degradazione molto lenti, la rendono particolarmente dannosa. Secondo una stima del 2013, i costi legati all’impatto dei rifiuti marini nell’Unione Europea ammontavano ad almeno 61,7 milioni di euro per il settore della pesca e a circa 630 milioni di euro per il turismo e le attività ricreative. Nonostante questi sforzi, le tendenze attuali mostrano come il raggiungimento del “Buono Stato Ambientale” per i rifiuti marini sia ancora lontano. Una percentuale compresa tra l'80 % e il 90 % dei rifiuti marini è infatti costituita da plastica e si stima che ogni anno siano disperse nel bacino del Mediterraneo 230.000 tonnellate di plastica provenienti dalla terraferma. I cinque principali oggetti di natura antropica rinvenuti sulle spiagge europee nel 2022, in ordine decrescente di frequenza, sono rappresentati da:

●         Mozziconi e filtri di sigaretta (23,4%);

●         Frammenti di plastica (2,5–50 cm) (9,5%);

●         Frammenti di polistirolo (2,5–50 cm) (5,3%);

●         Altri articoli identificabili in plastica/polistirolo (4,6%);

●         Contenitori per bevande con tappi o coperchi in plastica (3,9%).

Questi dati evidenziano l’importanza che le iniziative di pulizia su base volontaria possono avere nella mitigazione degli impatti dei rifiuti sugli ecosistemi marino-costieri.

Per capire come si organizza e si svolge un clean up scarica le linee guida qui!