Nel cuore di un importante appuntamento internazionale dedicato ai materiali tessili e al mondo della moda, presso la Fiera Milano Rho, MARLAINE ha portato la voce della Sardegna all’interno della FILO65 Sustainability Area. In questo spazio, curato da C.L.A.S.S. e dedicato alla ricerca e alla sostenibilità, il progetto si è fatto ambasciatore del lavoro degli allevatori e della manifattura sardi riportando al centro dell’attenzione del pubblico il valore della lana locale e della sua filiera.
È una storia che inizia nei pascoli e attraversa antichi saperi e competenze contemporanee: dalla cura delle pecore alla realizzazione del manufatto. Un percorso che vuole restituire dignità, identità e nuove prospettive a una materia prima profondamente legata al territorio.
Nei due giorni della manifestazione (11 e 12 febbraio 2026) i manufatti in lana sarda delle aziende M/U di Samugheo e Bagella 1932 di Sassari sono stati presentati accanto ad altre eccellenze della manifattura tessile italiana impegnate nella valorizzazione delle lane locali, come Agenzia Lane d’Italia, Fibre Gentili, Piacenza 1733 e Lanificio Paoletti, MTF srl. Realtà diverse, unite dalla volontà di rafforzare e innovare le filiere territoriali.
Nella giornata dell’11, in particolare, lo spazio si è trasformato in un luogo di confronto e dialogo, moderato da Giusy Bettoni di C.L.A.S.S.. Per MARLAINE sono intervenuti Pierpaolo Duce e Giuseppe Demelas che hanno condiviso l’esperienza e la visione maturate nel percorso di valorizzazione della lana sarda.
Dall’esperienza di FILO65 è emersa con forza la necessità di aprire nuove prospettive per il settore tessile: costruire modelli più responsabili, radicati nei territori e capaci di coniugare memoria e innovazione. In questo scenario, anche la lana può tornare a essere una risorsa strategica, protagonista di un futuro più consapevole e sostenibile.
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