LAVAGGIO DELLA LANA: UN COLLO DI BOTTIGLIA PER LA FILIERA? IL CNR IBE FA IL PUNTO

Il problema del lavaggio della lana e della scarsità o, addirittura, della totale assenza di impianti industriali adeguati, è ormai ben noto agli operatori del settore.

Le cronache più recenti segnalano la chiusura dell’ennesimo impianto industriale in Europa, questa volta in Portogallo e persino dall’altra parte del globo, in Australia, a causa della crescente insostenibilità economica.

All’interno dello studio sul settore laniero nei territori transfrontalieri, il CNR IBE ha avviato un’indagine volta a ottenere informazioni da esperti del settore su questo segmento particolarmente critico della filiera.

Attraverso un questionario rivolto ad aziende ed esperti del comparto, sono stati raccolti dati relativi ai costi degli impianti (di piccola, media e grande scala), ai costi di gestione e ai consumi energetici.

Dai risultati preliminari emerge che l’investimento iniziale oscilla da circa 1,2 milioni di euro per un impianto di piccole dimensioni – con una capacità massima di 1.000 kg di lana al giorno – fino a 7 milioni di euro per un impianto industriale in grado di trattare fino a 10.000 kg al giorno. Le principali voci di costo riguardano i macchinari e gli impianti di depurazione.

Per quanto riguarda la gestione, le voci più rilevanti sono il personale, lo smaltimento dei fanghi reflui e l’energia.

A breve, a questa analisi verrà affiancata anche quella relativa alle altre fasi di lavorazione della lana.